Consumo critico: 4 idee per cambiare

Perché il consumo può cambiare il mondo? Il consumo è diventato l’attività quotidiana per eccellenza: consumiamo cibo, vestiti, energia, divertimento, cultura, internet, trasporti e un lungo eccetera. Fare una lista di tutto ciò che consumiamo in un giorno è un ottimo esercizio per riflettere sul tipo di consumo che stiamo incentivando, sia sotto il profilo ambientale che dal punto di vista sociale.

Smettere di consumare alla cieca e chiederci cosa stiamo comprando, dove compriamo e perché compriamo è il primo passo per cambiare abitudini di consumo automatiche e iniziare sostenere un’economia che rispetti le persone e l’ambiente. Ripensare le scelte d’acquisto può fare la differenza quando parliamo di sostenibilità ambientale e benessere collettivo.

Molto spesso dietro i beni di cui abbiamo bisogno quotidianamente (cibo, acqua, vestiti etc.) si nascondono grandi colossi della finanza internazionale il cui unico scopo è la la massimizzazione del profitto, anche se in gico ci sono servizi essenziali come l’energia.

Eppure, esistono diverse alternative che promovuono un consumo critico, sostenibile e solidale, iniziative il cui obiettivo non sono grandi profitti e poca responsabilità, ma la sostenibilità ambientale ed il benessere delle persone e del territorio.

Con i nostri soldi ogni giorno decidiamo quale progetto e quali valori sostenere: la grande distribuzione, una multinazionale o una banca armata oppure la filiera corta, una piccola azienda familiare o una cassa di credito cooperativo.


Consumo critico, sostenibile e solidale

Da dove arriva tutto ciò che consumiamo e qual è il suo impatto sociale e ambientale?
Il consumo critico, sostenibile e solidale parte da questa domanda per mettere in discussione l’offerta di beni e servizi controllata da multinazionali senza scrupoli e iniziare a comprare secondo il criterio della sostenibilità ambientale e della solidarietà sociale.

Se non vogliamo essere complici di un sistema economico basato sul degrado ambientale e sullo sfruttamento della manodopera, dobbiamo cercare fornitori alternativi, cooperative o gruppi di acquisto il cui obiettivo non è quello di massimizzare i profitti ad ogni costo, ma di contribuire al benessere collettivo attraverso il rispetto per l’ambiente.

Passare al consumo critico significa premiare con i nostri soldi e con la nostra fiducia una rete di persone che sta costruendo un’economia reale legata al territorio.

Verdura, lampadine, cellulare, computer e monete

Consumo critico: 4 idee per cambiare

1- Energia

Vivere senza energia sarebbe impossibile, perciò il settore energetico è fondamentale per la sostenibilità ambientale e sociale. Le grandi multinazionali non sono le uniche a fornire energia, mentre sì lo sono quando si tratta di sfruttamento delle risorse naturali e monopolio del mercato. Per fortuna esistono iniziative di gestione sostenibile e cooperativa dell’energia:

>> È nostra: l’energia buona la prima cooperativa energetica in Italia che produce e fornisce energia sostenibile, etica, 100% rinnovabile, attraverso un modello di partecipazione e condivisione;

>> We for green: cooperativa energetica che produce energia 100% rinnovabile e la consuma in tutta Italia;

>> Energia positiva: cooperativa di persone che condividono la proprietà di impianti di produzione di energia rinnovabile che  offre la possibilità di produrre ed utilizzare energia proveniente da sole fonti rinnovabili, riducendo i costi e l’impatto ambientale.

2- Telefonia e connettività

Comunicare e collegarsi sono due delle attività quotidiane per eccellenza a cui sarebbe impossibile rinunciare, ma lasciare l’infrastruttura della comunicazione (programmi, sistemi operativi, reti sociali, ecc.) nelle mani delle grandi multinazionali significa lasciare nelle mani del mercato il potere di definire cosa e come comunichiamo. Di seguito alcune alternative ai grandi monopoli che ci permettono di comunicare senza generare un impatto negativo sulle persone e sul pianeta.

>> Live com offre soluzioni personalizzate per la connettività, l’hosting e la telefonia mentre realizza progetti no-profit, come l’inserimento lavorativo protetto di persone in difficoltà;

>> Noinet compagnia telefonica alternativa che utilizza frequenze libere WiFi e antenne wireless a bassissimo impatto ambientale.
La proprietà dell’infrastruttura è pubblica e sono le persone socie della cooperativa che decidono la strategia e la politica di gestione.

>> DUCKDUCKGO motore di ricerca privato che rispetta la tua privacy. È l’ equivalente di Google, con la differenza che non raccoglie né condivide le tue informazioni personali.

>> UBUNTU sistema operativo open source basato su GNU/Linux con caratteristiche simili a Windows o Mac OS.

>> JITSI è una soluzione di videoconferenza open source crittografata al 100% che puoi utilizzare senza vincoli di tempo, ogni giorno, gratuitamente, senza bisogno di registrarti.

3- Banca

Il sistema bancario e finanziario è senza dubbio l’agente globale responsabile e beneficiario diretto della crisi economica. Oggi più che mai è necessario superare il sistema convenzionale per passare alle cooperative di risparmio e altre forme per gestire il nostro denaro, finanziare i nostri progetti e fare acquisti e transazioni:

>> Cassa Centrale Banca Gruppo Bancario Cooperativo che si pone come riferimento nel proprio territorio e promuove il benessere economico e sociale a livello locale. Le sedi delle banche del gruppo sono presenti nella maggior parte delle regioni italiane.

>> Banca Etica banca popolare che promuove un modeloo economico alternativo basato sul capitale sociale fatto di persone e di idee innovative.

4- Alimentazione

Trasformare le abitudini alimentari è il primo passo per iniziare a sostenere un sistema alimentare sano, equo e sostenibile. Unirsi ad un gruppo di acquisto solidale (GAS), far parte di una cooperativa di consumo, comprare direttamente generi alimentari nelle aziende agricole locali, coltivare un orto: oltre il supermercato c’è di più! Basta cercare le iniziative nella tua zona e se non ce ne sono, crearne una! Con un gruppo di amiche, colleghe o parenti cercate produzioni agricole più o meno vicine e iniziate a comprare direttamente da chi produce.

Consumo critico e abitudini alimentari


Quando parliamo di abitudini alimentari, le scelte di acquisto e le opzioni di consumo possono davvero cambiare il mondo perché:

  • fare la spesa al supermercato non ricompensa adeguatamente chi lavora nel settore agricolo come avviente con la vendita diretta;
  • comprare ortaggicoltivati con agrotossici e fertilizzanti chimici non ha lo stesso impatto sull’ambiente e sulla salute rispetto a quelli di origine ecologica;
  • comprare pomodori raccolti in condizioni di schiavitù non rispetta i diritti delle persone come accade in una filiera virtuosa.

Per iniziare a rompere il circolo vizioso del consumo compulsivo, bisogna iniziare a chiedersi: Di cosa ho bisogno, cosa sto comprando, dove e in quali tasche finiscono i miei soldi? Ogni giorno, quando andiamo a fare la spesa, abbiamo il potere di decidere da che parte far pendere la bilancia: verso una produzione locale di qualità che si preoccupa dell’ambiente o verso una produzione industriale che fabbrica oggetti commestibili senza alcun tipo di responsabilità sociale o ambientale?

Come cambiare le abitudini di consumo in tre passi

Un euro, un voto! Ogni euro speso è un voto di fiducia che diamo a una multinazionale o a una piccola azienda locale e che contribuisce a costruire il mondo e il modo in cui vogliamo vivere.

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