Qual è il vero pericolo dei semi e delle coltivazioni OGM?

Qual è il vero obiettivo della diffusione dei semi OGM? Perché i governi e le istituzioni non parlano apertamente delle conseguenze per la nostra salute e dell’impatto ambientale delle coltivazioni geneticamente modificate?

Il dibattito sugli OGM, vecchi e nuovi, si centra quasi esclusivamente sui possibili effetti derivati dall’introduzione di alimenti geneticamente modificati nella dieta umana. Eppure, esistono altre domande a cui i difensori degli ogm non hanno ancora fornito una risposta soddisfacente, come ad esempio: quali sono i danni collaterali che possono derivare dall’espansione delle coltivazioni di piante geneticamente modificate?

▷ Perchè gli ogm rappresentano un pericolo?

Quando si parla di ogm, il dibattito si centra quasi esclusivamente sugli effetti per la salute umana derivanti dall’ingestione di alimenti geneticamente modificati. Questo approccio, però, oltre a non essere esaustivo è intenzionalmente fuorviante: in primo luogo, perchè gli esseri umani non sono gli unici abitanti del pianeta; in secondo luogo, perchè non viviamo sotto una campana di vetro, ma siamo parte di un ecosistema complesso; e in terzo luogo, perchè gli effetti sulla salute non sono solo quelli riconducibili all’introduzione di alimenti ogm nella nostra dieta quotidiana.

Effetti sulla salute

Diversi studi scientifici si sono affrettati a dimostrare che gli ogm sono innocui e che non comportano nessun rischio per la nostra salute. A questo proposito, sarebbe interessante sapere chi ha finanziato questi studi. Due esempi possono aiutarci a capire quali siano gli interessi occulti difesi da queste “scoperte scientifiche”.

❶ L’ Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha da poco fornito parere favorevole all’importazione e commercializzazione della soia MON 87708 x MON 89788 x A5547-127 di proprietà della Bayer. Possiamo fidarci dell’indipendenza di questa agenzia? Non proprio, se circa la metà dei suoi esperti si trova in una situazione di conflitto di interessi finanziario diretto e/o indiretto con le industrie agroalimentari.

Conflitto di interessi finanziari di alcuni membri del gruppo di esperti scientifici dell’ Autorità Europea per la sicurezza alimentare 2012-2018. Fonte: Corporate Europe Observatory

❷ Un altro esempio che getta ombra sulla divulgazione scientifica – in materia di ingegneria genetica – è rappresentato dalla presenza dell’industria delle biotecnologie all’interno delle università, come è il caso della Bayer all’Università Politecnica di Valencia e di Syngenta all’Università Politecnica della Catalogna e all’Imperial College di Londra .

Il vero scopo degli ogm è quello di trasferire il controllo della produzione agricola nelle mani di poche multinazionali grazie al sostegno di governi complici. Perciò i vantaggi degli ogm non sono a beneficio di chi li consuma o li coltiva, ma dell’industria che brevetta e vende semi geneticamente modificati e gli agrotossici necessari per la loro coltivazione.

Qual è il pericolo reale associato alla coltivazione degli OGM?

Gli effetti nocivi sulla salute, già ampiamente dimostrati, sono quelli collegati all’uso di agrotossici sulle superfici delle coltivazioni agricole ogm, come il glifosato (il famigerato Roundup) e il glufosinato ammonio il cui utilizzo è proibito all’interno dell’ Unione Europea.

L’impiego di tonnellate di queste sostanze velenose produce, solo per la salute umana, almeno tre tipi di effetti dannosi gravi riconducibili:

⇨ all’ esposizione diretta delle persone che lavorano nelle piantagioni;

⇨ all’ esposizione indiretta delle persone che vivono nelle vicinanze;

⇨ all’ingestione di residui di pesticidi tossici presenti negli alimenti ogm che arrivano sulle nostre tavole.

Nel caso dell’importazione di soia ogm appena autorizzata dalla Commissione Europea è importante sapere che la pianta è stata manipolata per resistere a tre diversi tipi di agrotossici: Dicamba, Glifosato e Glufosinate Ammonio. L’esposizione al Dicamba aumenta il rischio di una serie di neoplasie. Il glufosinato-ammonio è neurotossico e può provocare disturbi dello spettro autistico se le donne vi sono state esposte durante la gravidanza. La tossicità del glifosato è drammaticamente nota, tanto che il rinnovo dell’autorizzazione è stato ottenuto grazie a frodi scientifiche.

Fumigazione aerea con glifosato

Già nel 2017, Baskut Tuncak, relatore speciale delle Nazioni Unite su sostanze pericolose e diritti umani aveva reso note cifre spaventose: i pesticidi usati in agricoltura causano 200.000 morti all’anno nel mondo, accusando le società che vendono pesticidi di “sistematica negazione dei danni”, “tattiche di marketing aggressive e non etiche” e pressioni esercitate sui governi, che hanno “ostacolato le riforme e paralizzato le restrizioni globali sui pesticidi”.

Impatto ambientale

Oltre alla salute umana, esiste un altro criterio imprescindibile prima di autorizzare colture geneticamente modificate, ovvero la valutazione del loro impatto a breve, medio e lungo termine sugli ecosistemi.

L’introduzione delle piante OGM può, infatti, generare effetti negativi irreversibili su insetti e animali selvatici, nonché sul loro habitat. Diverse ricerche dimostrano come l’incremento e l’impiego su larga scala di erbicidi ed insetticidi – indispensabili per questo tipo di colture – provochino pesanti conseguenze sugli ecosistemi, tra cui l’uccisione di specie di insetti benefiche e l’inquinamento delle acque sia sotterranee che superficiali.

Altre importanti minacce, relative all’introduzione di OGM in natura, da non sottovalutare riguardano:

Campo di mais
  1. la perdita di biodiversità dovuta all’espansione delle monocolture;
  2. il rischio di contaminazione delle colture circostanti;
  3. l’ aumento del fenomeno di resistenza agli erbicidi.

Conseguenze economiche

Le tabelle che seguono spiegano perfettamente quali sono le conseguenze economiche dell’espansione delle colture ogm. Un oligopolio di industrie che controllano il 49% della produzione dei semi geneticamente modificati e i relativi trattamenti tossici. Nel 2018 il valore mercato mondiale dei semi ha oltrepassato i 40 miliardi di dollari.

Vendita di prodotti fitosanitari delle aziende più grandi nel 2018 e 2017.
Fonte: Tecno-fusioni commestibili. ETC Group
Nota: i dati relativi alle quote di mercato per il 2017 e il 2018 sono pro forma. La quota di mercato effettiva non è chiara perché alcune operazioni di fusione e acquisizione non sono state completate nell’esercizio 2017 o 2018.

▷ OGM: il grande inganno

“Settanta paesi hanno adottato colture biotecnologiche per fornire soluzioni alla fame, alla malnutrizione e al cambiamento climatico”. Questa è la promessa che accompagna la pubblicità a favore degli ogm, ma la realtà è ben diversa: dopo oltre 20 anni di espansione delle colture ogm un miliardo di persone continua a soffrire permanentemente la fame.

Gli alimenti a base di ogm non sono la soluzione alla fame nel mondo per una ragione molto semplice: la loro produzione è destinata prevalentemente all’alimentazione animale, alla produzione di carburanti “verdi” e all’industria tessile, non ad alleviare la fame nel mondo.

Oltretutto, dall’esame delle cifre relative allo spreco alimentare, è facile dedurre come la fame nel mondo non sia un problema di produzione, ma di accesso al cibo. Milioni di persone muoiono di fame proprio a causa dell’avarizia dell’industria agro alimentare e della loro lotta contro l’uso di semi autoctoni.

Il dato chiaro ed incontrovertibile è che gli ogm sono stati pensati e brevettati non per una causa benefica, ma per un modello agricolo fortemente industrializzato, ad alta intensità di capitale e basato su monoculture ad elevata meccanizzazione che richiedono un uso intensivo di prodotti agrotossici.

In conclusione, qual è il vero pericolo associato all’introduzione degli ogm nell’alimentazione? Per renderci conto della posta in gioco, basta una semplice domanda: chi controlla la nostra alimentazione? o meglio: a chi vogliamo affidare la produzione del nostro cibo? Le risposte possibili sono solo due e vanno in direzioni opposte:

all’agricoltura artificiale, controllata nei laboratori di tre multinazionali, oppure

all’agroecologia, praticata da tante persone nel rispetto dell’ambiente e della salute nelle aree rurali.

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