Avocado: perchè NON mangiarlo

Avocado: frutto esotico dai mille benefici o moda alimentare nociva per l’ambiente?

Su internet esistono decine di articoli che decantano le virtù di questo cremoso frutto che, con la sua versatalità, ha conquistato prima il podio degli alimenti super sani e poi un posto nel paniere dell’Istat.

E allora perchè non mangiarlo?

In questo articolo cercheremo di capire se l’avocado è davvero così imprescindibile per un’alimentazione sana e sostenibile e soprattutto se la sua coltivazione intensiva è compatibile con le esigenze di salvaguardia delle risorse ambientali.

▷ Perchè l’avocado ha invaso le nostre tavole?

L’attuale modello agro industriale impone mode alimentari a suo uso e consumo, e il caso dell’avocado è forse uno dei più emblematici. “Ricco di grassi buoni e fibre, contiene più potassio di una banana ed è fonte di antiossidanti” di solito è questa la descrizione piú comune a tutti i siti specializzati in alimenti esotici da includere nella nostra dieta.

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Più avanti vedremo se davvero contiene questa strabiliante quantità di potassio, ma quel che è certo e che l’avocado è il simbolo della moda dei super food imposta negli ultimi anni dall’industria alimentare. Super alimenti dalle proprietà miracolose che arrivano sempre dall’altra parte del mondo e di cui la pubblicità ha riempito le nostre dispense.

Quinoa, semi di chia, bacche di açai, papaya, alga spirulina, olio di cocco, soia e un lungo etc. Chi non ha mai provato almeno uno di questi alimenti? I vari guru delle mode alimentari ce li hanno presentati come cibi super trendy, dotati di super poteri sia a livello nutrizionale che curativo. E così assistiamo alla trasformazione del cibo da alimento a tendenza. Proprio come la moda.

E tra gli imperdibili super alimenti, troviamo ovviamente l’avocado che, ormai, è entrato a far parte delle abitudini alimentari di milioni di persone che non sanno più come vivere senza. Perchè? Perchè la moda alimentare è riuscita a convincerci che l’avocado possiede nutrienti “rari da trovare in natura”, trasformandolo in un ingrediente unico ed insostituibile per ricette sane e gustose.

Toast con uovo e avocado, insalata con avocado, pasta con avocado: le prime pagine di google sono diventate un libro di ricette a base di questo frutto tropicale che non può assolutamente mancare nella lista della spesa. “Ricette facili e veloci per mangiarlo più spesso”, leggo incredula scorrendo i risultati della mia ricerca.

Quali sono le caratteristiche nutrizionali dell’avocado?

Ripassando le decine di articoli dedicati a tessere le lodi di questo frutto esotico, ne ho trovati diversi che fanno riferimento alle sue proprietà “soprannaturali”. Vediamo insieme quali sono:

  • è molto ricco di grassi;
  • possiede importanti quantità di potassio, calcio, fosforo e ferro;
  • contiene abbondanti quantità di vitamina E e di vitamina C .

Riguardo all’elevata percentuale di grassi è importante sottolineare il fatto che ogni volta che portiamo l’avocado in tavola dobbiamo eliminare o ridurre drasticamente il consumo di olio extravergine di oliva perchè – essendo entrambi grassi – la loro combinazione produce un’alterazione dell’equilibrio tra i vari macronutrienti energetici.

In merito agli altri nutrienti “difficili da trovare in natura”, passiamo in rassegna i principali. Grazie a questa breve comparazione, è facile notare come i medesimi nutrienti sono contenuti anche negli alimenti tipici della dieta mediterranea:

Nutrienti mg/100 grAvocadoAlimenti mediterranei
Potassio 450Fagioli 1445
Fichi secchi 1010
Zucchine 1003
Patate 570
Rucola 468
Nocciole secche 466
Calcio13Nocciole secche 150
Spinaci cotti 80
Spinaci crudi 60
Fosforo44Ceci 415
Noci 380
Ferro0,6Lenticchie 8
Olive da tavola 3,5
Mandorle secche 3
Vitamina C18Peperoni crudi 151
Arance tarocco 55
Mandarini 42
Vitamina A14Carote crude 1148
Rucola 742
Pomodori freschi 610
Vitamina E6,4Mandorle secche 26
Olio d’oliva 18,50 Nocciole secche 15
Acidi grassi monoinsaturi %


Acidi grassi polinsaturi
%
83,36


6,59
Olio di oliva extra 77,27
Nocciole secche 75,85


Noci 72,81
Pasta di semola 64
Olio di oliva extra 7,97
Proteine g/100 gr4,4Pinoli 31
Fave 25
Lenticchie 22,7
Mandorle secche 22
Fibra g/100 gr3,3Crusca di frumento 42,4
Fagioli 17,5
Fichi secchi 13
Niacina mg/100 gr1,1Riso integrale 4,7
Pasta di semola 2,5
Ceci 2,5
Fonte: elaborazione propria a partire dai dati riportati dalle tabelle di composizione degli alimenti del CREA – Centro Alimenti e Nutrizione

Cosa ci dimostra questa tabella? Il primo dato che balza all’occhio è che il profilo nutrizionale di questa frutta eccezionale è molto simile a quello della nostra più ordinaria frutta secca. Dalla comparazione delle quantità contenute per singolo elemento, si evince come frutta, verdura, legumi e cereali locali possiedano gli stessi nutrienti in misura pari ad almeno il doppio o triplo rispetto a quelli posseduti dall’avocado.

Dati concreti alla mano, possiamo riflettere e chiederci: perchè mangiare frutta kilometrica, quando a portata di mano abbiamo alimenti tipici della dieta mediterranea molto più economici e con un profilo nutrizionale molto più elevato?

Frutta e verdura di stagione e legumi locali sono sempre la scelta migliore in termini di qualità e sostenibilità ambientale.

▷ Perchè sarebbe meglio evitare il consumo di avocado?

Da un’attenta analisi sui costi e i benifici del consumo di avocado, emergono almeno tre motivi per cui sarebbe meglio escludere questa frutta esotica dalla lista della spesa:

  1. I suoi valori nutrizionali non sono nè straordinari nè insostituibili;
  2. La sua produzione intensiva ha un elevato costo ambientale:
  3. L’ aumento della domanda incentiva la monocoltura e la scomparsa dell’agricoltura locale e familiare su piccola scala.

Profilo nutrizionale

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Nella tabella nutrizionale comparativa, abbiamo visto come i valori nutrizionali dell’avocado non siano in nessun caso superiori a quelli degli alimenti che la dieta mediterranea ci regala durante le quattro stagioni. E questo sarebbe il primo motivo valido per non preferire questa frutta esotica a quella locale.

Nonostante ciò, il consumo di questa frutta originaria dell’America Centrale è aumentato a tal punto che in Italia l‘Istat ha inserito l’avocado nel paniere dei beni del 2018 insieme al mango. Mentre l’Olanda è tra i maggiori esportatori e primo distributore in Europa.

【I maggiori produttori sono Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Cile, Colombia e Indonesia. Ma da qualche anno la produzione di avocado si sta facendo spazio anche in Europa: in Spagna viene coltivato nelle province di Malaga e Granada, mentre in Italia sono Calabria e Sicilia le regioni che hanno iniziato ad esplorare la via dell’oro verde. La “crisi degli agrumi” avrebbe spinto l’agricoltura locale verso colture tropicali più redditizie; a questo proposito, la domanda sorge spontanea: perchè l’Italia importa da Sudafrica e Argentina agrumi che produce sul suo terriorio? 】

Elevato costo ambientale

Il secondo motivo di peso per non comprare avocado è che nei principali paesi produttori, questa monocoltura ha già provocato fenomeni di deforestazione e conversione di intere aree alla coltivazione intensiva. Il “frutto della vita” come lo definisce l’Organizzazione Mondiale dell’Avocado (WAO), impegnata a promuovere (ancora di più) il suo consumo e a trasformarlo in un frutto universale, sta mandando in fumo migliaia di ettari di bosco allo scopo di modificare l’uso del suolo.

Secondo una recente denuncia del Word Economic Forum, in Messico centinaia di ettari di foreste sono state incendiate per accelerare la conversione dei terreni all’agricoltura, precisamente alle piantagioni di avocado. Questo è il prezzo nascosto, ed elevato al tempo stesso, che sta pagando lo stato di Michoacán per conquistare il primo posto fra i produttori mondiali dell’oro verde.

Albero di avocado con frutti della varietà Hass

In Cile migliaia di persone sono rimaste senz’acqua proprio a causa di questo tipo di piantagioni, come ci dimostra questo reportage: L ’avocado che lascia senz’acqua migliaia di cileni.

I dati del del Water footprint network ci dicono che per produrre un chilo di avocado servono circa duemila litri d’acqua. Quattro volte in più rispetto alla quantità necessaria per un chilo di arance.

La scomparsa dell’agricoltura su piccola scala

Le nostre abitudini alimentari non sono neutrali, ma hanno conseguenze a livello sociale ed ambientale. Per questo è urgente iniziare a considerare l’alimentazione non come un’abitudine, ma come un atto politico che può inclinare il piatto della bilancia a favore del rispetto dell’ambiente oppure della sua distruzione.

Senza dimenticare le conseguenze dirette che colpiscono le popolazioni locali che, nella maggior parte dei casi, devono abbandonare le coltivazioni su piccola scala per fare spazio alle piantagioni di monocolture, con tutto ciò che ne deriva in termini di sicurezza e sovranità alimentare.

L’avocado non è fondamentale per la nostra dieta, mentre lo è l’enorme quantità d’acqua che viene sottratta alle persone del posto per irrigare le piantagioni.

Piatto con un avocado intero e un altro tagliato a metà

Mentre per noi questa frutta esotica è un alimento di tendenza, facilmente sostituibile, per milioni di persone l’acqua non è una moda, ma una risorsa vitale.

Per questo motivo dobbiamo urgentemente iniziare a chiederci da dove viene il cibo che mangiamo, come è stato prodotto e quali conseguenze comporta a livello umano ed ambientale.

Gli allevamenti intensivi non sono l’unico problema ecologico. Seguire una dieta vegeteriana o vegana – che non mette in discussione le monocolture intensive di vegetali – non può essere la soluzione alle devastazioni ambientali e sociali che il sistema alimentare industriale sta causando.

Prima di comprare un “super alimento” chiediamoci da dove arriva, come è stato prodotto e qual è il suo costo nascosto in termini di impatto ambientale e sociale.

La preoccupazione per i diritti umani e la questione ambientale devono necessariamente tradursi in azioni concrete e queste iniziano anche a tavola. Ciò non significa che la responsabilità di invertire la rotta debba essere solo individuale. Sicuramente è urgente e necessario un cambio politico radicale del sistema alimentare cosí come la definizione di una nuova politica del cibo che metta al primo posto la sostenibilità ambientale e il rispetto dei diritti umani. Ma nel frattempo ciascuna di noi può decidere di seguire un’alimentazione sana e sostenibile che rispetti l’ambiente e tutte le persone coinvolte nella catena alimentare.

E voi, a quale gruppo appartenete: avocado sí o avocado no?

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