Cosa sono gli oggetti commestibili non identificati?

Avete mai sentito parlare di oggetti commestibili non identificati? A differenza degli oggetti volanti non identificati, non solo li ho avvistati, ma li ho addirittura mangiati. Devo confessare di averli comprati una o più volte per diverso tempo perchè ignoravo il loro effetto nocivo sulla salute.

Alcuni hanno letteralmente preso d’assalto le nostre tavole, entrando a far parte della nostra dieta quotidiana. Altri stanno guadagnando sempre più spazio nel carrello della spesa, spiazzando i cibi freschi e genuini fondamentali per un’alimentazione sana e sostenibile.

Alcuni oggetti li ho mangiati altri per fortuna no, perché, al di là dei dubbi sul loro valore nutritivo, mi sono sempre sembrati un affronto e un sacrilegio nei confronti di quei piatti buoni, autentici e genuini che pretendevano imitare. Vere e proprie trappole alimentari che, grazie alla perfetta combinazione tra pubblicità, confezione attraente e prezzo abbordabile, riescono a catturare la nostra attenzione e il nostro palato.

Gli oggetti commestibili non identificati sono tutti quei “cibi” elaborati a partire dalla fusione di cinque o più ingredienti che diventano appetibili grazie a sofisticati processi industriali capaci di esaltarne il sapore con l’aggiunta di diversi additivi

Classificazione NOVA: cibi ultra-trasformati

Hamburger patatine merendine industriali bevande gassate

La maggior parte delle volte non contengono neppure l’ombra dei cibi freschi, perció questi prodotti alimentari ultra lavorati -che sarebbe più appropriato chiamare prodotti industriali tout court – rappresentano un problema per la nostra salute. È il caso, ad esempio, delle zuppe istantanee o brodo già pronto (sia nelle versione liquida che in quella solida a forma di cubetto), delle pizze surgelate, hamburger di verdure, wurstel e piatti pronti in generale.

Riguardo alla classificazione degli alimenti, la metodologia pià utilizzata è NOVA, che suddivide i cibi in quattro categorie, a seconda del tipo di processo che subiscono prima di arrivare sulle nostre tavole. Al primo gruppo appartengono i cibi freschi che hanno subito un processo di trasformazione minimo, com’è il caso di frutta e verdura.

Nell’ultimo gruppo troviamo, invece, i nostri oggetti commestibili: cibi preparati a partire da sostanze estratte dagli alimenti con l’aggiunta di additivi tra cui: antiossidanti, coloranti, conservanti, agenti che modificano il gusto e la consistenza. Per la loro preparazione vengono utilizzate tecniche esclusivamente industriali, come, ad esempio, l’estrusione che permette di variare la consistenza, la forma e il colore ottenibili da un ingrediente alimentare base.

Oggetti immortali creati per intrattenere lo stomaco e spacciati come utili al nostro benessere psicofisico

La maggior parte dei cibi ultra lavorati riescono a sedurci grazie ai loro annunci ingannevoli, rivolti soprattutto ad un pubblico infantile e femminile. La pubblicità utilizza richiami sani e nutrienti, mettendoli alla pari con la versione fresca semplice, oppure indicazioni di presunte qualità benefiche, grazie all’aggiunta di minerali e vitamine artificiali.

Oggetti commestibili più comuni

I prodotti industriali, classificati come cibi ultra lavorati, hanno invaso impunemente le nostre tavole, entrando a far parte della nostra dieta quotidiana grazie alla complicitá della pubblicitá ingannevole. Lontani anni luce da una dieta sana ed equilibrata, i prodotti confezionati sono oggetti immortali creati per intrattenere lo stomaco e spacciati come utili al nostro benessere psicofisico. L’elenco sarebbe infinito, ma di seguito trovate quelli onnipresenti:

cereali-yogurt-patatine-pan bauletto-affettati
  1. Cereali, barrette energetiche e biscotti per la colazione: nella stragrande maggioranza dei casi hanno come secondo ingrediente lo zucchero e sono preparati con l’aggiunta di coloranti, esaltatori del sapore e altri additivi;
  2. Yogurt industriale: aggiunge ai due ingredienti essenziali: zucchero, coloranti e aromi;
  3. Affettati: ovvero prodotti industriali a base di carne lavorata con l’aggiunta di coloranti e conservanti;
  4. Patatine in busta: nel caso di una marca specifica non sarebbe neppure corretto chiamarle patatine perché contengono meno del 17% del tubero della pianta, mentre il resto degli ingredienti sono rappresentati da un mix di farine, amido, grassi, zuccheri ed esaltatori di sapidità;
  5. Pane finto: oggetto commestibile non identificato per eccellenza, confezionato in sacchetti sigillati, che non ha bisogno di presentazioni. Tutti avrete avuto modo di leggere la lista degli ingredienti che vanno ben oltre i magnifici quattro: farina, acqua, sale e lievito.

Perchè sarebbe meglio evitare i cibi ultra-trasformati?

Una dieta sana ed equilibrata è quella basata sul consumo di alimenti freschi che mantengono inalterato il loro valore in termini di vitamine e altri elementi nutritivi. Pertanto, tenuto conto del fatto che i cibi ultra lavorati sono quelli ottenuti a partire dall’aggiunta di più ingredienti, quali zucchero, sale, grassi, coloranti artificiali e conservanti, si capisce subito perchè sarebbe megio evitarli.

Mi rendo conto che in alcuni casi parlare di eliminazione risulta difficile se non addirrittura impossibile, perchè alcuni cibi appartenenti a questa categoria sono irresistibilmente buoni. Un esempio? Il cioccolato in tutte le sue declinazioni: tavolette, bonbon, pasticcini, gelati o in tazza. Ecco, nel mio caso, di fronte all’impossibilità di eliminarlo dalla dispensa, provo almeno limitarne il consumo.

Dicevamo che ci sono diversi motivi per cui i cibi ultra processati andrebbero elimimati dalla lista della spesa o notevolmente ridotti, ma per il momento metterò in risalto i primi tre:

  1. Il loro valore nutritivo è pressoché nullo, mentre il loro contenuto calorico è di solito abbastanza elevato;
  2. Il loro scopo non è quello di soddisfare il nostro fabbisogno energetico, ma di stuzzicare il palato e intrattenere lo stomaco;
  3. Rappresentano un rischio per la salute, soprattutto se consumati quotidianamente. È stato ormai ampiamente dimostrato che problemi di salute pubblica come l’obesità o la malnutrizione sono legati ad una dieta ricca di zuccheri, sale e grassi di cui abbondano gli oggetti commestibili non identificati.
muesli alla frutta in una ciotola di  latte

Ed è proprio per questi motivi che l’unico modo che hanno di sedurci è facendo appello principalmente al più diretto dei nostri sensi: la vista, oppure alle presunte proprietà benefiche per il nostro metabolismo.

Oggetti commestibili e pubblicità ingannevole

Avete notato le pubblicità, gli annunci e il disegno di scatole, vasetti, buste e vaschette? Cereali ricchi di fibra, yogurt con milioni di fermenti lattici vivi, pane sempre morbido, affettati freschi come appena tagliati, patatine più gusto e via discorrendo. Nel migliore dei casi l’obiettivo delle campagne pubblicitarie è quello di sedurre per invogliare a comprare un “alimento” che diversamente non metteremmo mai nel carrello; nel peggiore de casi, invece, si tratta di azioni di marketing ingannevoli che ci convincono a comprare prodotti con la promessa di presunti effetti benefici per la nostra salute.

È questo il caso del famoso yogurt che promette di “aiutare a regolare il transito intestinale”. Questa affermazione, oltre a non essere scientificamente provata, è proibita dal regolamento CE. Per questi motivi la pubblicità fu vietata in Francia nel 2011, mentre la Gran Bretagna fece lo stesso con un prodotto simile della stessa marca, venduto dietro la promessa di aumentare le difese immunitarie. Gli Stati Uniti, nel 2010, andarono oltre nella protezione delle consumatrici stabilendo una multa da 21 milioni di dollari per la nota industria alimentare francese, colpevole di aver esagerato i benefici dei loro prodotti, le cui proprietà non erano state approvate dalla Food and Drugs Administration.

In Italia la multa dell’Antitrust arrivò nel 2012 e sempre per lo stesso motivo: pratiche commerciali scorrette. La pubblicità ingannevole in questione era sempre della stessa marca, Danone, ma in questo caso il presunto beneficio dello yogurt era quello di rinforzare le ossa grazie all’apporto di calcio e vitamina D. Per due anni le false indicazioni dello spot pubblicitario hanno indotto milioni di donne a comprare un prodotto non necessario a coprire il fabbisogno giornaliero di calcio.

Attenzione: rischio malnutrizione in agguato

pioggia di hamburger hot dog pizza surgelata

Arrivati a questo punto, sicuramente l’obiezione sarà: però nessuno è mai morto per aver mangiato una pizza surgelata o cereali a colazione! E la mia risposta è che il problema non è l’eccezione – che tutti ci concediamo una volta ogni tanto- ma la regola. Se tutti i giorni facciamo colazione con i cereali (biscotti o altre merendine industriali), pranziamo con una zuppa o altro piatto pronto all’uso, ceniamo con una pizza surgelata e poi mangiamo un pacchetto di patatine mentre guardiamo la nostra serie preferita, è molto probabile che ci troviamo di fronte ad una forma di denutrizione, intesa come il mancato apporto proteico, minerale vitaminico adeguato al nostro fabbisogno energetico.

La carenza nutrizionale è la conseguenza più immediata del consumo di prodotti alimentari confezionati ultraprocessati

In termini di apporto di vitamine e sali minerali, una crema di verdure pronta per essere consumata non può essere preferita a quella preparata a partire da ingredienti freschi di qualità.

Io non sono una nutrizionista e il mio obiettivo non quello di dare consigli sulla dieta che ogni persona decide di seguire. Il mio obiettivo è quello di invitarvi a riflettere sulla qualità del cibo che mangiamo ogni giorno (almeno tre volte al giorno), sulla sua provenienza, su dove, come e quando è stato preparato e soprattutto su quali ingredienti sono stati utilizzati.

A proposito di come, quando e dove è stato preparato il cibo industriale che mangiamo, Claude Fischler, sociologo francese, parla della trasformazione delle cucine in veri e propri laboratori, che assomigliano sempre più alle sale operatorie degli ospedali che alle cucine di un ristorante. Luoghi con luce al neon, camici bianchi e macchine per liofilizzare, irradiare e congelare alimenti che diventeranno immortali dopo aver sacrificato le loro sostanze nutritive e vitali. Oggetti Commestibili Non Identificati, come li ha definiti lo stesso Fischler, ossia alimenti mummificati che si conservano grazie ad antiossidanti e stabilizzatori.

E voi, quali oggetti commestibili avete trovato al supermercato?

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