Perché scegliere il cibo locale? Due storie di successo

Quali sono i vantaggi del cibo locale e perché dovremmo preferirlo al cibo che arriva da non si sa dove? Due esempi di successo ci offrono non uno, ma almeno tre motivi per preferire i prodotti agroalimentari locali e riconoscere così il giusto valore del cibo.

Dal 4 all’8 maggio ho avuto l’onore e il privilegio di accompagnare in giro per l’Italia una delegazione proveniente dai Paesi Baschi alla scoperta di pratiche virtuose in tema di cibo, territorio e sostenibilità.

In cinque giorni abbiamo avuto l’opportunità di incontrare persone, aziende ed enti pubblici che hanno deciso di puntare sul cibo come strumento per promuovere la salute, l’agricoltura locale e l’economia del territorio.

La salute delle persone e del pianeta, l’educazione e la partecipazione attiva sono state il filo conduttore che lega tutte le esperienze che abbiamo conosciuto in Toscana e in Abruzzo.

Cibo, qualità e territorio: la combinazione vincente dell’azienda Qualità e Servizi

La prima esperienza di successo che abbiamo visitato è stata quella dell’azienda Qualità e Servizi che si trova a Calenzano in provincia di Firenze. L’azienda distribuisce pasti di alta qualità nelle scuole comunali, seguendo i principi di Slow Food “buono, pulito e giusto”.

Visita e degustazione del menù presso la sede dell’azienda Qualità e Servizi

Nel centro cottura circa il 70% degli ingredienti utilizzati è di origine locale mentre l’81% proviene dalla filiera corta, per un totale di circa 4 tonnellate di generi alimentari necessari a preparare oltre 7.000 pasti al giorno.

Grazie alla volontà politica delle amministrazioni locali e alla visione strategica dell’azienda, Qualità e Servizi ha scelto un modus operandi basato sulla sostenibilità e sulla valorizzazione del territorio, prestando particolare attenzione alla giusta remunerazione delle persone che lavorano in agricoltura.

Quali sono gli ingredienti del successo di un’azienda con un fatturato da 9 milioni di euro all’anno?

Un rametto di attenzione all’ambiente e alle risorse naturali, un cucchiao di cultura gastronomica locale, un pizzico di educazione alimentare, amore per il territorio quanto basta e tanta buona volontà per amalgamare il tutto.

La cosa che mi è piaciuta di più di Qualità e Servizi? La cucina dove vengono preparati i pasti a partire da ingredienti freschi e di stagione; non una cucina dove si scaldano cibi precotti, ma un ambiente familiare dove si pelano carote, si sbucciano patate e si schiacciano 15.000 uova per preparare la frittata.

Cucina di Qualità e Servizi
Cucina di Qualità e Servizi

Adriatico a scuola: a mensa solo pesce fresco, locale e di stagione

La seconda tappa del tour ci ha portati da Calenzano a Tortoreto per conoscere da vicino il progetto Adriatico a scuola, una campagna educativa alimentare, promossa dalla Regione Abruzzo e curata dalla Biologa Nutrizionista Barbara Zambuchini, in collaborazione con altre istituzioni e l’O. P. Abruzzo Pesca.

Adriatico a scuola O.P. Abruzzo Pesca
Rappresentanti dell’ O.P. Abruzzo Pesca

L’iniziativa che ha introdotto il pesce fresco dell’Adriatico nelle mense scolastiche di alcuni comuni abruzzesi si è posta come obiettivo quello di far conoscere il pescato fresco locale, e quindi i diversi tipi di pesce del Mar Adriatico, per creare consapevolezza sull’importanza di mangiare solo specie locali e di stagione, in modo da permettere alle altre specie di crescere secondo i loro ritmi naturali.

Conoscere i pesci nostrani è fondamentale per almeno tre motivi: permette di scegliere pesce locale che fa bene alla salute; riduce l’impatto ambientale perché dimunisce la richiesta di importazione di pesci che viaggiano per migliaia di kilometri; garantisce un riconoscimento economico e sociale ai pescherecci locali che – tra mille difficoltà- continuano a dedicare tempo ed energia a mantenere viva la tradizione peschiera locale.

Cosa ho imparato durante l’incontro con i protagonisti del progetto Adriatico a scuola?

  • che l’educazione alimentare è fondamentale fin dai primissmi anni di età per imparare a riconoscere alimenti di qualità;
  • che cambiare abitudini alimentari non è facile, ma sicuramente possibile grazie a campagne di informazione e sensibilizzazione;
  • che spendere soldi per comprare prodotti locali non è una spesa, ma un investimento a vantaggio dell’intera comunità.
Adriatico a scuola: celendario del pesce fresco di stagione
Adriatico a scuola: celendario del pesce fresco di stagione

La mensa come luogo per costruire comunità

L’azienda Qualità e Servizi e il progetto Adriatico a scuola ci hanno dimostrato che la mensa svolge un ruolo economico e sociale di primo piano per dare valore al territorio e per rilanciare l’economia locale partendo dall’agricoltura e dalla pesca.

Perché parlare di cibo?

Il cibo é il perno attorno a cui ruotano la salute, l’agricoltura, la gestione del territorio, l’economia locale, le tradizioni gastronomiche, la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale.

Quando si parla di cibo le tre parole d’ordine devono essere: informazione, comunicazione e azione.

  • informare le persone sul valore del cibo e sulle sue ricadute sociali, economiche e ambientali;
  • comunicare l’importanza di creare una catena agroalimentare locale a vantaggio di chi produce e di chi consuma;
  • passare all’azione, creando alleanze tra scuole, residenze per anziani, comuni e aziende locali per innescare un circolo virtuoso capace di generare benefici economici e sociali per l’intera comunità.

La catena agroalimentare, inziando dalla produzione fino ad arrivare ai piatti che portiamo sulle nostre tavole, rappresenta un’opportunità enorme, ma purtroppo sottovalutata, per creare ricchezza sia dal punto di vista sociale che da quello economico a beneficio dell’intera comunità.

Iniziare a chiedersi da dove viene il cibo che mangiamo, chi lo ha prodotto e in che condizioni significa cominciare a capire che tipo di agricoltura e che tipo di aziende stiamo appoggiando con i nostri soldi: grandi produzioni intensive e devastanti a livello ambientale oppure piccole produzioni locali che si prendono cura del territorio?

Cercare le risposte a queste domande significa cominciare a vedere la spesa alimentare come un investimento in termini di salute e di ritorno ambientale, economico e sociale; la ristorazione è un servizio che fa parte del territorio e per questo risulta fondamentale per stimolare l’economia locale senza perdere di vista le tradizioni gstraonomiche locali e la sostenibilità ambientale.

Scegliere una ristorazione che privilegia l’utilizzo di materie prime locali e di stagione, la filiera corta, gli allevamenti estensivi e il metodo biologico ci permette affrontare anche a tavola temi cruciali quali la sostenibilità ambientale, la biodiversità agricola, culturale e alimentare e la transizione ecologica.

In Italia parliamo sempre di cibo perché è il nostro fiore all’occhiello e il nostro tema di conversazione preferito, ma oggi più che mai è importante parlare di cibo facendo attenzione alle sulle sue molteplici ricadute in termini sociali, economici e ambientali.

Perciò, iniziare a considerare il cibo come diritto e bene collettivo è il primo passo per cominciare a creare reti di persone ed istituzioni che credono nell’alimentazione come veicolo di benessere personale e collettivo e come volano di sviluppo sostenibile a livello territoriale.

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